pen-siero.001
pensavo a questa cosa, che uno non lo sa ma tra le tante cose che si sceglie inconsapevolmente ci sta pure cosa ti fa male e cosa no. ognuno si sceglie il male per sé, non c'è soluzione altrimenti ci sarebbe da pensare che esiste il male infinito, assoluto, uguale per tutti quanti alla stessa misura.
invece ciò che fa male a me non è detto faccia male a te, perché io mi sono scelto le mie maniere del dolore e tu le tue.
retro-scena #01
l'idea era più o meno semplice: cominciare a indossare un vestito. quello dell'artista.
quand'ero piccolo dicevo di voler fare lo scienziato, ma nel frattempo coloravo coi pennarelli e pastelli a cera lunghe filastrocche che regalavo poi a mia madre.
dicevo di voler fare il botanico, ma nel frattempo eseguivo tutti i lavoretti suggeriti dall'Albero azzurroW→ e mi sperimentavo nelle prime sculture in DAS_(materiale)W→ e negli ossi di seppia.
dicevo di voler fare lo scrittore, ma nel frattempo avevo comprato a 10mila lire in edicola un anonimo e spicciolo corso all'htmlW→ e al webdesign.
pensavo di fondare una casa editrice, ma nel frattempo passavo ore a sbrilluccicare dietro le ultime opere caricate su deviantart dagli utenti più famosi, tentavo ritratti al carboncino, paesaggi all'aquarello e strep fumettistiche sull'orma di eriadan e staino.
nel frattempo cambiavano gli abiti, come dietro il sipario di moda mare a positanoW→, ma dietro ogni capo dell'occasione mi rimanevano sotto le mutande dell'artista.
ecco, direi che è l'ora di fargli 'na sciaquata a 'ste mutande. e poi, finalmente, di elevare l'arte da biancheria intima a qualcosa di più completo nella mia vita.










