L'arte è una ri~flessione
18feb/100

illus[traz]ione.003

libido
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11dic/090

pen-siero.002

da-migella [di-segno#02]mettetevelo bene in testa: l'arte, è una ri-flessione.

non si sa più bene cosa sia questo strano mostro, le opinioni sono tante e contrastanti. c'è chi insiste che può fare arte solo chi ha del talento, chi invece proprio no, dice che anche un disegnino sui poggiabicchieri è arte perché sta esprimendo qualcosa di intimo e emotivo che va al di là della bravura di chi disegna.

c'è gente che non rinuncia al suo salotto da 8mila euro vedendovi nella sua armonia di colori e tessuti pregiati qualcosa di altamente artistico, chi fa invece il fotoreporter di guerra e rischia la vita per mostrare al mondo le realtà nascoste di violenze civili.

gli esempi sono tanti e differenti, quello che ci interessa capire qui adesso è che, lo ripeto, l'arte è una ri-flessione. sì, col trattino, perché rappresenta una duplice cosa.
da un lato l'arte è una riflessione, nel senso che fa riflettere, come qualcosa nella testa che comincia a rimuginare e a muovere gli ingranaggi, come elementi isolati che tendono improvvisamente alla ricerca di qualcosa, finché questo fatto che uno sta a riflettere nella propria mente non si espande, e diventa una rilassatezza totale che coinvolge anche i muscoli, il cuore, il respiro, ed uno si mette non solo a pensare ma anche a sentirsi, si trova a riflettere su una determinata cosa col pensiero e con i sentimenti.

nel secondo senso della cosa, il trattino è necessario per sottolineare la ri-flessione, cioè l'atto di flettersi ancora una volta. tutto ciò che va a comporre l'arte è un qualcosa di interno o esterno all'artista che viene re-interpretato, come una grande matassa di informazioni e sensazioni che viene ripiegata su sé stessa, plasmandola in qualcosa di sempre diverso. un paesaggio naturale può essere bello, sublime, può essere persino definito come 'poesia', ma pochi chiamerebbero un'opera d'arte una montagna che sta messa là, da sempre, senza per questo rappresentare una volontà umana, un gesto anche accidentale di qualcuno che è vissuto prima, e ha detto fatto e sentito cose che ha voluto ri-flettere per gli altri.
se poi un paesaggista si mette lì e riproduce la montagna che vede di fronte, tanto più sarà fedele al dato oggettivo tanto più la sua opera verrà considerata un'opera artistica, per aver nulla più che ri-prodotto, ri-flesso qualcosa di già posto lì ma che ora - per questo - è diventato qualcosa con delle influenze umane.

è a questo principio che si ispira questo blog, il principio per il quale l'arte è un qualcosa che interessa tutto, e tra le tante funzioni che ha svolto e può ancora svolgere (cose che approfondiremo nei prossimi articoli) ce n'è una alla quale guardiamo con fondamentale interesse, l'elevazione che essa permette all'essere umano nel momento in cui raccoglie questo tutto e lo ri-flette nuovamente.

25nov/090

pen-siero.001

illustrazione by samandel

pensavo a questa cosa, che uno non lo sa ma tra le tante cose che si sceglie inconsapevolmente ci sta pure cosa ti fa male e cosa no. ognuno si sceglie il male per sé, non c'è soluzione altrimenti ci sarebbe da pensare che esiste il male infinito, assoluto, uguale per tutti quanti alla stessa misura.
invece ciò che fa male a me non è detto faccia male a te, perché io mi sono scelto le mie maniere del dolore e tu le tue.